ethics

Oggi l’economia è fatta per costringere tanta gente a lavorare a ritmi spaventosi, per produrre delle cose per lo più inutili, che altri lavorano a ritmi spaventosi per poter comprare, perché questo è ciò che da soldi alle società multinazionali e alle grandi aziende, ma non dà felicità alla gente Cit. Tiziano Terzani

“Questo lo conserviamo… potrebbe servire!” Era la filosofia delle nostre nonne, quelle che non buttavano mai via niente perché magari, un giorno, quella cosa sarebbe potuta tornare utile. Ogni cassetto era una miniera di ciarpame, ma al momento giusto c’era sempre l’oggetto adatto da riutilizzare. Le nostre nonne lo facevano perché erano cresciute in tempi difficili, quando non era semplice avere cose nuove e ogni oggetto andava trattato con cura e parsimonia perché durasse più possibile e, anche quando fosse cessato il suo primo uso, potesse essere sempre usato per farne qualcos’altro. Oggi ci ritroviamo a rivalutare questa filosofia per motivi esattamente opposti: abbiamo una così grande disponibilità di oggetti nuovi, monouso e a basso costo, che non riutilizziamo più nulla, trovandoci giorno dopo giorno sommersi da montagne di rifiuti. L’emergenza legata al loro smaltimento ci impone una questione vitale: occorre un radicale cambiamento di prospettiva, iniziando a ragionare secondo la filosofia del riciclo creativo.

Il mercato attuale si è allontanato dal concetto di unicità e durevolezza dei beni oltre a non offrire design e qualità a prezzi accessibili. La scelta dei materiali va spesso contro qualsiasi politica di natura ambientale e/o etica. Riciclare non significa solo differenziare i rifiuti, riciclare è uno stile di vita, un modo d’essere. ManuFaktory crede fermamente nella creazione di oggetti con un’anima ecosostenibile e la filosofia del laboratorio può esser espressa sostanzialmente in 1 parola: reinventare. L’obiettivo è di ridurre gli sprechi ristrutturando dove possibile e reinventando dove non lo è più, attraverso un circolo virtuoso di Re-Design & Re-Use.

Nello scenario attuale produrre ex novo prodotti che non siano strettamente necessari è inutile e dannoso. La filosofia alla base di ManuFaktory sostiene fermamente la decrescita della produzione industriale. Crediamo nella “slow life” e tale sensibilità ci ha spinto ad analizzare criticamente e ripensare il lavoro e i processi produttivi industriali. Creiamo o reinventiamo pezzi necessari, sostenibili, duraturi e, soprattutto, belli. Riutilizziamo, riciclandoli gli scarti della lavorazione industriale per realizzare diversi prodotti, dagli oggetti di uso quotidiano alle installazioni e opere d’arte, mischiando diversi materiali senza limiti di genere. Recuperiamo in modo creativo, una pratica portata ad arte che si esprime restituendo vita agli oggetti inutilizzati, donando loro una nuova forma o semplicemente osservandoli da una prospettiva diversa e insolita. Si tratta di cercare un rapporto nuovo con gli oggetti, imparare a separarli dalla loro funzione principale e osservarli per le loro potenzialità materiche, formali, tattili, percettive. Questo è sfidare il senso comune del valore delle cose, è raccontare la storia che un oggetto vuole narrare, è cogliere l’armonia e l’abilità costruttiva di un particolare, è cercare la bellezza in luoghi inaspettati.

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